quando ho incontrato mio figlio..

Data22/04/2020
l'emozione poco prima di entrare nella stanza, il primo sguardo, il primo sorriso, il primo pianto..com'è stato per voi l'incontro con i vostri figli?
Il primo incontro con il proprio figlio è un'esperienza che resta impressa nella memoria, e resta vivida nonostante il passare del tempo.
Questo spazio lo dedichiamo a chi ha piacere di raccontarci la propria esperienza, per ricordare insieme ed emozionarsi ancora sull'istante che ha dato inizio alla vostra nuova famiglia.


Fabio e Cristina raccontano:
“Il primo momento che ho visto mia figlia ho sentito un brivido, un brivido forte, che è corso dalla testa ai piedi. Una sensazione proprio fisica”
“Quando l’ho vista sono andata in apnea, sentivo un gran senso di impotenza nell’affrontarla perché lei era sulle sue. Aveva messo un muro, e solo gradualmente nelle ore è riuscita a sciogliersi. Dopo un anno e mezzo ci ha detto che in quel momento aveva paura. Anche noi!”

Roberta ci scrive:
Quando abbiamo visto nostro figlio per la prima volta la cosa che mai dimenticheremo è stata la sua mano tesa verso noi, mano che dopo 10 anni continuiamo a tenere sempre più stretta ogni giorno.
È meraviglioso!

Cinzia e Marco hanno condiviso la loro esperienza:
Appena scesi dal piccolo pulmino
davanti a noi erano in fila le suore con i bambini.
Io durante tutto il tragitto avevo guardato fuori dai finestrini, a destra e a sinistra, cercando di catturare immagini di quel paesaggio, di imprimere nella memoria i luoghi, i colori, le case piccole e intonacate di bianco, a volte con contorni in azzurro, oppure color coloniale, sempre sporadiche ed immerse nella vegetazione rigogliosa, la terra rossa, le strade sterrate. Spesso attraversavamo o costeggiavamo fiumi sulle cui rive vedevo persone, i bimbi a giocare nell’acqua, le donne a lavare i lunghi capelli, il cielo era chiaro ma sempre con tante nubi che puntuali ogni giorno portavano pioggia nel pomeriggio. Ogni tanto chiudevo gli occhi e cercavo di respirare lentamente, ero eccitata e lucida, emozionata e serena allo stesso tempo.
Sorridevo, senza riuscire a trattenere la felicità immensa, e mi godevo ogni singolo istante. Nel pulmino durante le quasi due ore di strada, non abbiamo parlato quasi per niente, ogni tanto gli sguardi si incrociavano e capivamo l’emozione che prepotente ci chiudeva la gola.
Arrivando davanti all'istituto, sul viale di ghiaia bianca, avevamo visto da lontano le suore ed i bambini schierati davanti al portone di ingresso, che ci aspettavano anche loro, con tanta emozione palpabile.
Il momento dell’incontro è stato una lancia che colpisce rapida e profonda. Ricordo di essere scesa dal pulmino con due passi veloci, la sensazione è quella di non aver toccato terra, mi sono diretta verso la suora che aveva in braccio mio figlio, l’ho salutata con un abbraccio e con un bacio e lei, mentre ricambiava il saluto, mi ha messo in braccio il bambino, accarezzandoci tutti e due sulla guancia.
Così più o meno sarà successo anche alle mamme e papà che avevo vicino ma che per qualche tempo non ho più distinto nitidamente, immersa nell’incontro più importante della mia vita. Guardavo Marco che ci stava accanto mentre continuavo ad accarezzare il viso di mio figlio, sussurrandogli che finalmente ero arrivata e che non ci saremmo più lasciati.
Due enormi occhi neri, sottolineati dal kajal, ciglia folte e lunghe, un bindi disegnato sulla fronte, un po’ sopra il centro tra gli occhi. Lo sguardo dapprima sospettoso e impaurito, che si apriva e si illuminava piano piano, tra le mie dolci parole e le delicate carezze. Così è stato il nostro primo incontro, il nostro rinascere insieme, lui diventava figlio e io madre.